
Salendo verso i Monti Lattari, ai piedi dei quali Agerola si apre a ferro di cavallo, si arriva in un posto che non somiglia alla Costiera che sta sotto: aria di montagna, silenzio, e tre belvedere — due a San Lazzaro, uno a Bomerano.
I sentieri di Agerola, Sentiero degli Dei compreso, sono la ragione per cui la maggior parte della gente ci sale. Ma quello che poi la trattiene è il mangiare.
Agerola è legata in modo inscindibile al fiordilatte e al provolone stagionato. Bianco come il latte, consistente al punto giusto, delicato: il fiordilatte di Agerola diventa un’altra cosa quando è fatto col latte della razza agerolese, una selezione locale che dà un latte di qualità eccezionale.
La produzione è ancora artigianale, ed è quella la garanzia. L’eccellenza però è il provolone stagionato: un prodotto di nicchia, fatto in quantità limitate. La richiesta è cresciuta al punto da far tornare a crescere la razza agerolese, perché il latte del provolone deve venire almeno per il 20% da vacche agerolesi.
Dal 2027 apriremo qui.